San Giovanni Suergiu

Vinta la scommessa su Igea

baratro sfiorato prima del 2014 alle prospettive di crescita registrate nell'ultimo piano industriale: è la metamorfosi di Igea, la società in house della Regione che ora gestisce le bonifiche dei vecchi siti minerari della Sardegna, molti dei quali nel Sulcis, un patrimonio immenso da riconvertire, una scommessa di sviluppo ecosostenibile sulle ceneri di una produzione industriale che ha lasciato profonde ferite sul territorio isolano. Dai 'veleni' alla rinascita: Igea ora produce utili - 13,3 milioni nel 2015, 15,2 nel 2016 e 16,4 nel 2017 - assume personale e apre cantieri. "Un successo straordinario - commenta il governatore Francesco Pigliaru illustrando a Campo Pisano, nella sede di Igea, la svolta compiuta con il piano industriale 2018-2021 -ò Quando ci siamo insediati nel 2014 - spiega il presidente della Regione - guardavamo a Igea con ansia, ma ci siamo resi conto che la sua missione per la Sardegna e il territorio era importante: abbiamo preso il rischio di provarci". Parole d'ordine: bonifiche e messa in sicurezza dei siti. "Tutto questo - sottolinea Pigliaru - è stato possibile grazie al lavoro dell'assessorato all'Industria, dei tecnici e dell'amministratore Michele Caria". Per il governatore, la storia degli ultimi cinque anni della società in house "è la storia di una buona politica che si è disinteressata delle clientele nell'interesse generale". Ecco le tappe principali della rinascita. Dal 2015 Igea ha dato nuovo impulso alle attività per rendere sicure le miniere; nel 2016 sono state avviate le procedure per la cessione definitiva dei siti di Porto Flavia e della Galleria Henry nei comuni di Iglesias e Buggerru, della Galleria Anglo sarda di Guspini ed è partita l'attività di smaltimento rifiuti nell'area ex Seamag di Sant'Antioco, conclusa poi nel 2017. Ancora, alla fine del 2017 è stato inaugurato il cantiere per gli interventi di bonifica dell'area mineraria dismessa di Santu Mali a Furtei. (ANSA).

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